debhorah

Caro babbo

Caro babbo, in questo momento sulle mie labbra c’è solo una parola che in questi giorni di dolore ha risuonato giorno e notte nel mio cuore. GRAZIE… Grazie per il babbo tenero che sei stato per me e Giovanna e grazie per l’uomo buono e mite che sei stato per tutti noi. La parola che […]

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Angelo ovunque

Parlava poco. Anzi no, parlava tantissimo: con gli occhi del colore che solo il cielo sai trovare in quei giorni di sole che riscaldano l’inverno sui monti. Occhi che brillavano ed esploravano tra pieghe ignote persino a me stessa.Angelo, in terra dal 1921.Il secondo di sei fratelli tutti maschi. Un angelo che ha fatto la

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Nun mi puozzu lamintari

Un mercoledì sera andai a fare visita al nonno e mi portai il computer per poter guardare la partita della nostra amata Juve insieme. Quella sera lui era a letto al calduccio e non stava tanto bene, io ero seduto al suo fianco, gli stringevo forte la mano e lui per ringraziarmi, sorridendo, mi fissava con i suoi occhioni

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Gina

Gina: riccioli biondi t’adornano il viso. Sulla tua bocca non manca il sorriso. Sorriso amaro che sa di rimpianto. Nella tua vita hai sofferto tanto. Crudele il destino segna la gente: Lui non guarda in faccia niente. Se tu fossi nata altrove certo avresti preso meno sole. La tua pelle sarebbe più curata, la tua vita più

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Treni lunghissimi

Mia madre portava cappotti bianchi e colli di pelliccia. Guanti di pelle rossa e sciarpe di velluto. Aveva una banda di capelli neri che aggiustava spesso con le sue dita lunghissime. Mani sul viso come farfalle. Io odoravo le sue giacche di nascosto, la mattina prima che ci dividessimo per andare a scuola. Il profumo Presage e la

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Giovanna

“Guarda e impara…” nella cucina in formica simil-legno anni Settanta, tutta l’energia di una donna di quasi un metro e mezzo si traduce in un tratto di penna.Piegato in avanti, sul tavolo rotondo, un fanciullo di 8 anni è ipnotizzato al seguito di quel tratto deciso tracciato su di un foglio ingiallito a quadretti A5

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Sono uno scarabocchio

Sono uno scarabocchio, uno scarabocchio di me stessa, uno scarabocchio di quello che sarei voluta essere. Volevo essere un medico perché amo prendermi cura degli altri, volevo essere una brava amica di quelle che ci sono sempre al momento del bisogno e che in cambio non chiedono niente, volevo essere una brava moglie che sa

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Mio cugino

La prima pioggia è venuta e l’estate è già un lontano ricordo che si perde nella tristezza del cielo cupo. Dai vecchi muri della campagna vengono fuori le chiocciole affamate e mio cugino, un bravo bambino, ne raccoglie talmente tante che se ne mangiano fino a novembre. Una sera, mentre studiavo, m’invitò ad andare a

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Buonanotte ai suonatori

Non so com’è, ma te ne sei andato o forse dovrei dire sei ritornato a casa, improvviso, sottovoce. Non so com’è, ma già mi manchi come quando dentro ad un inconsolabile pensiero che si nutre di musica e parole, materia e spirito, mi ritrovo al tempo in cui, tardo, ti incontrai insieme a mio padre,

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Quando si nasceva in casa

A puoi –quannu spunta e acciana no cielu–jnarnu e rialiu faru famiggniaru–u schiermu appariscienti, u sipariu , cunsulanti e infinitu e eternu, rituorna inciertu, trimanti a parola, tuorna pi dire chi miravigna nasciri a Rausa Ibla na ma amata terra ri Sicilia…E già… siamo alla fine degli anni 50’ e precisamente il 5 agosto del

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