Racconti 5a Edizione

il nonno

A pranzo e a cena il nonno sedeva a capo tavola, e avviava lui il nostro pasto, spesso con una delle sue battute spiritose, dopo avere lanciato fuori dalla finestra con un tiro preciso il mozzicone del sigaro spento. Era un grande fumatore, il nonno: aveva le dita macchiate di nicotina e i denti anneriti. […]

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LA FONTANELLA

La salita era ripida. Maledettamente ripida. Al termine di essa si arrivava sempre con un nodo in gola, sia che si faceva a piedi, sia in macchina. Sembrava un’espiazione ai nostri peccati.Il cancello di ferro semi aperto era lì, davanti a noi, Il mondo dei morti ci attendeva nel nostro viaggio quotidiano. Accantoa circa quattro

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NON MOLLARE MAI

Avevo otto anni quando un incidente in cucina con un tritacarne elettrico ha cambiato per sempre la mia mano e il mio percorso di vita. In un attimo, la spensieratezza dell’infanzia ha lasciato il posto a ospedali, interventi e a una cicatrice visibile che avrebbe segnato il mio rapporto con il mondo. Crescere non è

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UNA LINGUA SCONOSCIUTA

Ci sono ricordi che non hanno bisogno di fotografie. Restano impressi in un luogo della memoria dove il tempo non passa, i colori non sbiadiscono e le emozioni continuano a respirare esattamente come quel giorno.Se chiudo gli occhi, rivedo Gabriele a tre anni.Il suo testone grande ricoperto da una cascata di riccioli così fitti e

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COME GRANELLI DI SABBIA

Quella notte le stelle non illuminarono i tetti delle case ma il cielo inondò di lacrime la collina spezzata dal dolore. Ogni angolo divenne buio e nell’aria fredda risuonò l’urlo disperato di chi aveva perso tutto. Era il 25 gennaio del 2026, una normale giornata invernale, dove ognuno si accingeva a vivere, nella propria abitazione,

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FUTURO ANTERIORE

Io non so perché, ma dopo i cinquant’anni, forse a causa della incipiente presbiopia, l’orizzonte sembra prendere una piega tutta sua ed è forse per questo che la memoria ci riporta a ricordare momenti per i quali più che la vista è l’emozione a guidare. Cara Angelica, è proprio in una di queste occasioni che

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LA FOTO DELLA SCUOLA ELEMENTARE

Accade certe volte cercando di liberare spazio di mettere via interi anni della propria vita. E accade così che dei ricordi scappino fuori di corsa velocissimi, come se fossero perfettamente presente.In mano dismettendo pezzo per pezzo oggetti vecchi, impolverati, colori a cera consumati, un righello con sopra un panda che in questo marasma di oggetti

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Oltre i confini del cuore

Veniva da lontano, era piccola piccola e io non l’avevo mai vista… Ma l’aspettavo, la mia era stata una domanda di accoglienza. L’associazione che se ne occupava mi aveva detto di sì, avrei accolto un minore, figlio di un invalido di guerra. Una guerra che aveva devastato quella terra. Quel Paese, abitato da una popolazione

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IL POSTO CHE NON C’ERA

Ho diciassette anni,sono cresciuta imparando che esistono urla capaci di attraversare i muri e silenzi capaci di fare ancora più rumore. Ho visto l’amore indossare maschere che non avrebbe mai dovuto avere. Ho visto mani nate per proteggere trasformarsi in qualcosa da cui avere paura. E mentre il mondo intorno a me si rompeva, ho

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IL BATTITO DELLA SUPERBIA

C’è qualcosa di eterno in lui, di primordiale. Ha il viso pallido, ossuto e segnato dal tempo. Le rughe sottili e profonde sembrano mappe di ricordi e di sfide affrontate senza mai piegarsi.Veste abiti polverosi e, ogni volta, mi ricorda una specie di viaggiatore di mondi lontani che attraversa terre sconosciute e, chissà, persino pericolose.

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