il figlio ritrovato

Dolci, care rimembranze. Periodo difficile quello! Il signor Tommaso, come tutti, cercava di portare avanti la sua esistenza cercando di darle una parvenza di normalità. Vedovo, 3 figli grandi sposati e una piccolina, “a nica ri casa” Antonia, una ragazzina che si sentiva sola, anche perché non poteva giocare con i fratelli avendo 21 anni di differenza con la sorella maggiore! Il signor Tommaso aveva un negozietto di generi alimentari, delle mucche e una piccola azienda agricola. Portava di solito “le primizie del suo raccolto” ai mercati generali, a Trapani. In quel periodo non era possibile, quindi cercava di venderli in mercati limitrofi. Si era risposato nel frattempo. Un mattino preparava la merce con un aiutante e con la speranza di venderla in zona vicina. Ma non andò proprio così. Una giornata inaspettata lo attendeva! Tragica ma bella, a lieto fine. Durante il tragitto, gli capitò di fare una sosta che durò più a lungo del previsto. Si sentiva un lamento in lontananza. “Sarà un animale ferito! Oppure, forse, il vagito di un bambino ” pensò. Aveva intuito bene! Era proprio un neonato che tra i cespugli con un gemito flebile e ormai senza forze urlava al mondo la sua voglia di vivere! Quel bimbo sopravvivrà grazie al tempestivo aiuto del signor Tommaso, il quale denuncerà il ritrovamento e farà in modo di fargli trovare casa, una famiglia pronta ad accoglierlo, la sua! La seconda moglie, infatti, non poteva più aver figli. Egli riuscirà nell’intento, con grande felicità della figlia Antonia che così si ritrovò per casa un bambolotto in carne ed ossa.
Gli anni passavano velocemente e quel bimbo diventò un bel ragazzo ventenne e pure fidanzato. Il signor Tommaso, già avanti d’età, aveva un desiderio: vederlo sposato prima di chiudere gli occhi. E così avvenne. Per l’occasione bisognava andare insieme al ragazzo, di nome Salvatore, al comune per richiedere i documenti necessari. La mattina prescelta, all’ufficio pubblico c’era poca gente ed una donna che era intenta ad occuparsi delle pulizie.
Guardava il signor Tommaso e il giovane “figlio” e nel farlo sgorgavano lacrime dai suoi occhi … Era lei la madre! Sapeva tutto! Era l’occasione giusta più chiedere perdono! Si fece quindi avanti e si presentò come la madre biologica del futuro sposo. Quanto logorio interiore per Salvatore! È grazie al sostegno della famiglia adottiva che egli riuscirà pian piano ad aver pietà per quella povera donna!
So di questa storia i fatti più salienti e a grandi linee. Il signor Tommaso era mio nonno. La piccola Antonia, mia madre. Salvatore, un fratello, il compagno di giochi che ne ha allietato l’infanzia. Una tragica, bella storia riguardante la nostra famiglia. Da qualche anno Mamma non c’è più. Ricordarla con questo breve racconto mi fa sentire più leggera

Autore: Anna Maria Marino

Dipinto: Milena Nicosia