le tue sigarette

Mi sento quasi come una delle tue sigarette, vorrei essere la loro cenere…
Mi hai accesa, proprio come facevi con loro e adesso che hai deciso di non fumare più, vorrei dissolvermi in un alito di vento, sento dolorosamente di aver concluso il senso di ciò che sono.
Sei entrato nella mia vita inaspettatamente e ti sei fatto spazio tra i miei pensieri quasi senza che io lo volessi. Non che non lo desiderassi, anzi, avevo proprio bisogno di qualcuno accanto che mi riscaldasse il cuore, forse in realtà che mi amasse davvero, però non avrei mai potuto credere che quel qualcuno fossi tu! Troppe immense, infinite, differenze!
Lo so, lo so, tu non mi hai mai promesso nulla, non mi hai mai detto di amarmi, ma ti assicuro che più di qualcosa l’hai dimostrata… Le tue attenzioni, le passeggiate al mare, i tuoi baci insistenti e avvolgenti, le risate, il tuo volere a tutti i costi che io stessi bene… tutto faceva pensare che, nonostante tutto, saresti restato, se non per sempre, almeno per un po’. Lo hai anche fatto in realtà, ma a me sembrava non bastare.
Sei cambiato, in meglio, senza che te lo chiedessi. Sei sicuramente cresciuto, ti sei spogliato di un involucro infantile e a volte rozzo, che era forse una corazza.
Eppure, oggi, ho motivo di credere che a breve farai con me, esattamente come hai fatto con le tue sigarette. Le accendevi, le tiravi su, le appoggiavi sulle tue labbra e le stringevi a te. Le consumavi aspirando tutto ciò che contenevano. Loro bruciavano e sprigionavano nell’aria il loro aroma, finché si spegnevano del tutto e tu, sazio delle sensazioni che ti avevano regalato, con un gesto elegante ma deciso, le gettavi via.
Poi un giorno, ti sei svegliato e hai detto: “e no! ora basta, ho bisogno di cambiare aria, ho bisogno di ossigeno, devo respirare, devo poter annusare nuovi aromi. Te l’ho sempre detto di metterlo in conto che non sarebbe stato per sempre! E soprattutto che io smetto quando voglio. Anche se adesso lo so che non sarà facile”. E senza apparenti problemi, né tentennamenti, hai chiuso le sigarette in un cassetto e non lo hai più riaperto, così, dall’oggi al domani.
Ieri mi hai scritto mezza frase, che aveva più o meno lo stesso sapore e io adesso vorrei essere solo cenere che si dissolve nel vento, vorrei sparire perché improvvisamente mi sento inutile e sola, tanto sola.
Sono certa di averti dato quella sensazione che cercavi, paga di aver ricevuto finalmente un po’ di amore vero, non urlato, ma sussurrato, dopo la violenza le botte e le manipolazioni.
Forse non eri quello che cercavo e sicuramente non lo ero io per te, ma di certo mi hai fatto stare bene, o almeno ho sognato, forse mi sono illusa, di poter stare bene, anche se stentavo a crederci. Soprattutto spero di aver fatto star bene te!
Adesso, vorrei…, potrei anche, dissolvermi nel vento, proprio come la cenere di una sigaretta fumata nel posto che mi è caro al cuore e dove ti ho portato più volte, così da volare cullata dal vento e finire per sprofondare in quel mare azzurro che è inizio e fine di tutto.
Eppure, percepisco che in fondo sentirai anche tu la mancanza di quella sigaretta che, con il suo aroma intenso, avvolgeva i tuoi pensieri. Lo so che ti mancherà tenerla tra le labbra e che magari ripensando a quando la tenevi stretta tra le tue dita, ti scapperà un sorriso, perché in fondo, quella sigaretta, non era una qualunque, non aveva nicotina, non poteva nuocerti e non lo avrebbe mai fatto.
Non ti invito a fumare di nuovo, ma a guardare dentro quel cassetto, a capire se e quanto sono stata importante e se vale la pena chiudermi lì, per sempre, con loro, tra i ricordi, oppure, nonostante tutto, nonostante le differenze, nonostante i giudizi della gente, continuare a portarmi con te!

Autore: anonimo

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