FUORI E’ PRIMAVERA

2022
Attraverso il giardino per raggiungere la struttura; è pieno di fiori che profumano l’aria. La primavera è finalmente arrivata con più ore di luce, i rami degli alberi ricchi di boccioli e il canto degli uccellini. È la rinascita della natura, attesa con trepidazione dopo un lungo inverno. Quasi mi dispiace di lasciare questo quadretto idilliaco, mentre salgo i gradini per raggiungere il quarto piano. L’ascensore di nuovo non funziona e sbuffo contrariata mentre tiro fuori la mascherina dalla borsetta. Suono alla porta su cui è affisso un manifesto della Fondazione Gigi Ghirotti che riporta la frase a caratteri cubitali azzurri: C’É VITA FINCHÉ C’É VITA.
Nando che svolge il mio stesso turno del venerdì mi apre solerte. Intuisco un sorriso amichevole sotto la sua mascherina e contraccambio il suo saluto festoso. Mi piace lavorare al suo fianco. È un uomo della mia età, gentile e colto che non nega mai il suo aiuto a nessuno. Prima di operare qui ha prestato servizio al centro di Albaro e, a differenza di me, ha una lunga esperienza. Dopo un breve tirocinio io ho cominciato quest’attività solo da qualche mese ma ormai ho imparato le cose principali: rispondere al telefono e fornire le prime informazioni alle famiglie, aprire il citofono ad operatori, visitatori e altri volontari, consegnare le chiavi della camera mortuaria agli addetti delle pompe funebri e il carrello dei contenitori vuoti ai fornitori, oltre ché avvisare il personale infermieristico quando i pazienti suonano il campanello.
Sopra le dodici porte delle camere si leggono i nomi di battesimo dei pazienti che sono però contraddistinti dal nome di fiori. È curioso sentire l’infermiera informare il medico che “Papaveri” ha passato una notte tranquilla, che “Zinnie” è peggiorato e che “Iris” ha richiesto il servizio della parrucchiera. Sono fortunata ad operare il venerdì, non solo perché con Nando accanto il tempo passa più in fretta ma anche perché è la giornata della Pet Therapy: Antonio e Giovanna arrivano intorno alle dieci con la cagnolona Vitty che dispensa leccate affettuose e offre la sua zampona a chi accetta la sua compagnia. Credo di sapere perché ho accettato di fare quello che ai più sembra difficile e incomprensibile. Dare il mio piccolo aiuto a chi non ha più molto tempo da vivere mi riporta indietro a quattro anni prima, quando il mio papà si stava spegnendo all’hospice di Pavia. Entrare per un attimo negli ultimi scampoli di vita di queste persone è come accudire mio padre malato, portare una bottiglietta d’acqua a qualche signora sofferente è come appagare la sete di mia madre inferma.
Come avviene nella vita di fuori, si crea un rapporto più stretto con le persone più affini a noi, o comunque alle quali ci lega un sottile filo misterioso. È accaduto questo con Gianna, la vecchietta sdentata che ha un sorriso per tutti. Sulla mensola della sua stanzetta capeggiano tanti peluche.

Autore: Daniela Barone

Dipinto: Mario Occhipinti