{"id":1927,"date":"2024-07-25T22:07:50","date_gmt":"2024-07-25T20:07:50","guid":{"rendered":"https:\/\/raccontamidite.com\/?p=1927"},"modified":"2024-07-25T22:07:52","modified_gmt":"2024-07-25T20:07:52","slug":"il-sapore-dei-ricordi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/raccontamidite.com\/index.php\/2024\/07\/25\/il-sapore-dei-ricordi\/","title":{"rendered":"Il  sapore dei ricordi"},"content":{"rendered":"\n<p>Ogni tanto mi piace aprire la porta dei ricordi, forse perch\u00e9 ho gi\u00e0 vissuto una buona fetta di vita o magari<br>perch\u00e9 mi sento coccolata dal loro calore. Nell\u2019era digitale, dove viviamo di ore che non bastano, ogni tanto<br>mi fermo e fermo pure il tempo, per pensare al decorso della mia esistenza. Sistemando il fiocco all\u2019apice<br>dell\u2019albero di Natale, mi sembr\u00f2 di vivere un dejav\u00f9, una sensazione precedentemente vissuta che mi riport\u00f2<br>negli anni in cui frequentavo la scuola elementare. La sera precedente avevamo finito di addobbare l\u2019albero.<br>Con gli occhi stropicciati, i capelli arruffati, ma con il cuore pieno di buoni propositi, il mattino seguente, mi<br>dirigevo verso il tavolo della cucina dove mi aspettava con tanto calore, una tazza stracolma di latte e pazzi di<br>pane gonfie come soffici nuvole. Per me era una tortura deglutirlo ma mia madre mi costringeva a buttarlo<br>gi\u00f9. Sul mobiletto accanto alla TV vi era riposta una radio, dalla quale giungevano, alle mie orecchie, le canzoni<br>degli anni sessanta che i miei genitori spesso ascoltavano. Mina, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Orietta<br>Berti erano i nostri compagni di vita che allietavano le nostre giornate. I programmi sullo schermo in bianco<br>e nero, venivano trasmessi durante poche ore ma nonostante ci\u00f2, quel televisore, era motivo di orgoglio per<br>i miei genitori perch\u00e8 non tutti i vicini di casa ne possedevano uno. Accanto a me, mia sorella pi\u00f9 piccola di<br>quattro anni, mi guardava con il sorriso stampato sulle labbra e le guanciotte rosse, felice di condividere quei<br>momenti per noi preziosi. \u201cSu sbrigatevi\u201d disse quel giorno mia mamma \u201cdovete preparare la valigia\u201d. Durante<br>le vacanze di Natale, ci accompagnavano a casa degli zii a Ragusa per vivere la festa insieme ai cugini. La<br>sorella di mia madre aveva sposato un uomo ragusano e si era trasferita in citt\u00e0. Nonostante la distanza dal<br>paese, erano rimaste molto legate ed avevano trasmesso ai figli un grande senso di rispetto per i rapporti<br>familiari. Dopo aver fatto la corsa per guadagnarci il bagno, ci vestivamo di fretta perch\u00e8 eccitate dalla voglia<br>di arrivare presto. Durante il tragitto, immaginavo di trascorrere dei giorni indimenticabili e cos\u00ec era. Dopo<br>un\u2019ora di viaggio, si mostrava ai miei occhi un paesaggio diverso da quello in cui vivevo. Dal finestrino<br>osservavo i recinti di muretti a secco che accoglievano i pascoli, dove i muggiti risuonavano nell\u2019 aria, la<br>campagna appariva verdeggiante e ricca di odori, tra i quali quello del muschio che lasciava apprezzare<br>l\u2019umidit\u00e0 del mattino. Viaggiavamo con la Bianchina di colore Bordeaux dentro la quale non esistevano le<br>cinture, lo sterzo era rigido e si sentiva il cigolio del metallo quando durante il percorso mio padre era<br>costretto a prendere qualche buca. In contrada Cifali, davanti a un cancello, la seicento bianca degli zii ci<br>attendeva. \u201cPresto scendiamo, finalmente siamo arrivati\u201d dicevo a mia sorella. A quel punto, mi identificavo<br>nel personaggio di una favola. Nonostante il gelido, vento mi catapultavo in una bellissima avventura da tanto<br>tempo attesa: la visita della fattoria. I miei cugini dopo averci accolti calorosamente, facevano da guida per<br>mostrarci, come prima tappa dell\u2019itinerario, il pollaio, dove un fragoroso rumore di galline che crocchiavano<br>e l\u2019odore della paglia che le ospitava, mi portavano in un mondo magico come lo era quel tratto di strada<br>pieno di alberi ricche di fronde che ci conduceva verso la casetta dei conigli i quali zigavano per paura di essere<br>presi. Dopo aver raccolto le uova fresche ci dirigevamo verso la cucina per farci preparare una deliziosa<br>frittata. La nonna dei miei cugini, era una signora attempata, stava seduta con un vestito nero che strisciava<br>sul pavimento e un fazzoletto al capo per ripararsi dal freddo. Il nonno andava a raccogliere la legna per ardere<br>il forno dal quale, di li a poco, sarebbero state sfornate deliziose pietanze. Pane e biscotti \u201cscaniati\u201d erano la<br>sua specialit\u00e0, seguiti dalle scacce farcite al rag\u00f9 e da cassate di ricotta spolverate di cannella profumata. La<br>tavola, bandita di tutto punto, con tovaglia di lino ricamata a mano, dava un tocco di eleganza alla cucina<br>vintage di color legno scuro. Dentro la credenza, si potevano ammirare i piatti e le tazzine di porcellana bianca<br>decorati con fiorellini di mughetto che venivano utilizzati solo per le feste. Mentre su un mobile antico accanto<br>ad un lume ad olio spiccava la foto, color seppia, di due signori che indossano abiti eleganti durante il giorno<br>delle loro nozze. Dopo aver deliziato il nostro palato, ci incrociavamo come in un cocicchio, attorno al braciere,<br>dove la nonnina ci raccontava storie di draghi e uomini rubacuori. All\u2019imbrunire salivamo tutti in auto per<br>trasferirci in citt\u00e0. La camera degli ospiti era ben pulita e profumata corredata di due lettini dove dormivamo<br>io e mia sorella. Accanto ad essa, un bagno antico con un lavabo rotondo e un rubinetto in bronzo , veniva<br>riservato a noi. Esso dava su un cortile sul quale si affacciava una finestra alta e piccola che mi incuteva un p\u00f3<br>di paura. Dopo aver lavato i denti infatti, mi infilavo presto sotto le lenzuola che profumavano di sapone di<br>marsiglia, dove spesso mia sorella veniva accanto a me per farsi raccontare qualche storia. L\u2019odore del<br>caffelatte, ci risvegliava, invitandoci a vivere un nuovo giorno ricco di emozioni. La domenica mattina era<br>d\u2019obbligo andare a messa nella chiesa Ecce Homo, dove mio cugino faceva da chierichetto. In realt\u00e0 tutto era<br>tranne che un santo ragazzo. Il pomeriggio ci portava in giro a piedi e con il freddo pungente ci faceva<br>attraversare la strada che portava dal Corso Italia a Ragusa Ibla. Durante il percorso amava suonare i<br>campanelli delle abitazioni e ogni tanto rovesciava gli scaldini che le vecchie signore ponevano davanti<br>all\u2019uscio per far riardere i carboni. In tal modo ci costringeva a scappare e tra la corsa e il freddo giungevamo<br>ad Ibla nel pi\u00f9 breve tempo possibile. Ed ecco che ai miei occhi, come d\u2019incanto, si mostrava un bellissimo<br>presepe, una citt\u00e0 antica, ricca, in stile barocco che mi faceva prendere consapevolezza di quanto bella fosse<br>la mia isola. Le tappe erano: l\u2019imponente chiesa di San Giorgio che dominava sui palazzi antichi impreziositi<br>da splendidi giardini, al centro dei quali ci guidava una lunga strada, dove ogni mattone sembrava raccontarci<br>una storia. Alla fine di essa, nella villa ben curata, ci attendeva una bellissima chiesetta incastonata tra il<br>verde, dove mio cugino pregava, forse per discolparsi dalle marachelle che aveva combinato. A quel punto<br>tornavamo a casa esausti e infreddoliti ma soddisfatti di aver vissuto tante belle avventure. Alla fine della<br>nostra vacanza ripartivo con la tristezza nel cuore, un magone mi stringeva la gola facevandomi singhiozzare<br>mentre cercavo di trattenere i lacrimoni, per non farmi vedere dai miei genitori. Nel contempo nutrivo nel<br>cuore la speranza di tornare presto e portavo con me un bagaglio ricco di ricordi che avrei custodito, con cura,<br>per il resto della mia vita<\/p>\n\n\n\n<p>Autore: Mirella Spinello<\/p>\n\n\n\n<p>Dipinto: Adriana Iacono olio su tela cm. 40&#215;80<\/p>\n<div style=\"margin: 20px 0;\"><div class=\"qrcswholewtapper\" style=\"text-align:left;\"><div class=\"qrcprowrapper\"  id=\"qrcwraa2leds\"><div class=\"qrc_canvass\" id=\"qrc_cuttenpages_2\" style=\"display:inline-block\" data-text=\"https:\/\/raccontamidite.com\/index.php\/2024\/07\/25\/il-sapore-dei-ricordi\/\"><\/div><div><a download=\"Il  sapore dei ricordi.png\" class=\"qrcdownloads\" id=\"worign\">\r\n           <button type=\"button\" style=\"min-width:400px;background:#c8fd8c;color:#000;font-weight: 600;border: 1px solid #dddddd;border-radius:4px;font-size:12px;padding: 6px 0;\" class=\"uqr_code_btn\">Download QR<\/button>\r\n           <\/a><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni tanto mi piace aprire la porta dei ricordi, forse perch\u00e9 ho gi\u00e0 vissuto una buona fetta di vita o magariperch\u00e9 mi sento coccolata dal loro calore. 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