{"id":1849,"date":"2024-06-15T00:36:57","date_gmt":"2024-06-14T22:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/raccontamidite.com\/?p=1849"},"modified":"2024-06-15T00:36:58","modified_gmt":"2024-06-14T22:36:58","slug":"maggio-1989","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/raccontamidite.com\/index.php\/2024\/06\/15\/maggio-1989\/","title":{"rendered":"Maggio 1989"},"content":{"rendered":"\n<p>Questo \u00e8 un racconto che parla d\u2019amore, ma non ci soffermeremo a raccontare un amore passionale, n\u00e9 tantomeno possessivo, platonico, idealizzato, non corrisposto.<br>Ci sono diverse categorie d\u2019amore, ma l\u2019amore pi\u00f9 bello di cui questa storia si far\u00e0 portavoce \u00e8 quello inconsapevole dell\u2019adolescenza, che arriva senza che tu te ne accorga, e se ne va senza avvisarti, senza dolore o inquietudine\u2026<br>Arriva come un temporale in primavera, ed evapora in tante goccioline, come la pioggia sugli argini delle risaie, mentre le rane gracidano, le libellule svolazzano al tramonto e la vita del mondo prosegue senza fretta.<br>E proprio a quelle latitudini, non lontano dalle stesse risaie che in primavera si trasformano in vasti specchi d\u2019acqua a riflettere il verde del carpino e delle betulle, che si svolge la nostra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>La Professoressa Rocca, insegnante d\u2019italiano della 2C, entr\u00f2 in classe e dopo aver salutato gli alunni con un grande sorriso materno e lo sguardo bonario, estrasse dalla borsa di cuoio marrone, consumata dai cicli scolastici, una copia del Decamerone e, aperto il segnalibro in un punto ben preciso del libro, disse:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Oggi ragazzi, vi legger\u00f2 la novella di Andreuccio da Perugia \u2013<br>Dopo gli iniziali commenti di disapprovazione dell\u2019ala maschile della classe, la Professoressa si schiar\u00ec la voce e inizi\u00f2 a leggere.<\/li>\n\n\n\n<li>Andreuccio da Perugia, venuto a Napoli a comperar cavalli, in una notte da tre gravi accidenti soprapreso, da tutti scampato con un rubino si torna a casa sua [\u2026] E in questi trattati stando, avendo esso la sua borsa mostrata, avvenne che una giovane ciciliana bellissima [\u2026] senza vederla egli, pass\u00f2 appresso di lui e la sua borsa vide.<br>Fu proprio dopo aver terminato la frase che la Professoressa, riposti gli occhiali da lettura sulla cattedra, alz\u00f2 lo sguardo e comment\u00f2:<\/li>\n\n\n\n<li>Ragazzi, immaginatevi il giovane Andreuccio che all\u2019improvviso si accorse di quella bella ragazza siciliana, con gli occhi grandi, scuri e profondi come la pietra lavica dell\u2019Etna, e i capelli neri e setosi come quelli di Calipso\u2026 Insomma, una bella ciciliana come la vostra compagna Laura.<br>Fu solo in quel momento, quando tutta la classe si gir\u00f2 ad osservare la reazione di Laura, che per la prima volta dopo quasi due anni di scuola, mi resi conto che s\u00ec, in effetti la mia compagna aveva qualcosa di bello nel suo modo di essere, pur non sapendo ancora spiegarmi cosa.<br>Laura sorrise alle parole dell\u2019insegnante, un sorriso raggiante che non lasciava per nulla intendere un tratto di vanit\u00e0, ma soltanto una reazione spontanea che, a partire dai suoi occhi grandi e scuri, fino al suo sorriso grande e luminoso, lasciava intuire la sua indole espansiva, solare ed amichevole.<br>Dopo la lezione, come ogni mattina senza eccezione alcuna, al suono della campanella che scandiva la fine dei corsi, mi avviai di fretta lungo le scale in direzione dell\u2019uscita della scuola, tutto concentrato a ritrovare gli amici con cui si rincasava a piedi nel quartiere, senza che si perdesse mai l\u2019occasione di fermarsi davanti a casa del pi\u00f9 alto di tutti noi e improvvisare una partita di calcio sulla strada poco trafficata antistante il cancello principale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec passarono molte altre giornate d\u2019inverno, che ai tempi sapeva essere scorbutico, nebbioso e penetrante, finch\u00e8 proprio nei giorni di Carnevale, ricorrenza piuttosto popolare in citt\u00e0, un compagno di scuola organizz\u00f2 una festa di compleanno in cui tutti i compagni della 2C erano stati invitati: \u00e8 proprio vero che gli anni delle scuole medie definiscono il passaggio tra l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza e questa tesi non fece eccezione nemmeno per gli amici della 2C.<br>Come gi\u00e0 accadde l\u2019anno precedente, iniziata la festa, gli schieramenti prevedevano i ragazzi da una parte del grande salone a lanciarsi caramelle, schiamazzare e simulare scivolate che solo Paolo Maldini poteva eseguire meglio, e le ragazze dall\u2019altra a formare un capannello indaffarato ad ascoltare musica e chiacchierare, spensierate e sorridenti.<br>Di tanto in tanto, guardando di sottecchi gli incomprensibili compagni intenti a dar prova della propria immaturit\u00e0, a domandarsi quale fosse il pi\u00f9 carino, il pi\u00f9 simpatico o il pi\u00f9 interessante.<br>Non ricordo bene come accadde, ma ad un certo punto con un paio di amici decidemmo di avvicinarci al gruppetto delle nostre compagne e iniziammo a infastidirle simulando improbabili danze e inseguimenti, minacciando di sommergerle di schiuma e coriandoli..<br>Fu cos\u00ec che senza nemmeno capire come, mi ritrovai a ballare con Laura quando proprio dallo Stereo si diffondeva la musica di Material Girl<br>&lt;&gt;<br>Quanto si divertiva e rideva di gusto, Laura, mentre tentavo di mascherare le mie dubbie capacit\u00e0 di ballerino improvvisando un\u2019imitazione di Madonna nel video.<br>E cos\u00ec incominciammo a guardarci negli occhi e senza accorgermene finii per essere ammaliato come Ulisse da Calipso.<br>Continuammo a ballare e a scherzare e parlammo pi\u00f9 in quel pomeriggio di febbraio che in tutto l\u2019anno di scuola precedente.<br>Quando tornai a casa, disteso sul letto guardando distrattamente il soffitto, pensai di aver passato proprio una bella giornata, inaspettatamente bella considerando che ad un certo punto mi ero quasi dimenticato dei miei amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri giorni passarono tra una lezione d\u2019italiano, un compito di matematica e un\u2019ora di educazione tecnica in cui, nonostante tutta la buona volont\u00e0 del nostro professore, anzich\u00e9 concentrarci sulla realizzazione del plastico della scuola, io e i miei amici passavamo il tempo a distrarre Laura e le nostre compagne dai lavoretti che avrebbero dovuto completare entro la fine dell\u2019anno scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec arriv\u00f2 la primavera, le rane iniziavano a saltare da un fosso all\u2019altro e l\u2019odore dei campi ben preparati per la semina si diffondeva nell\u2019aria tiepida.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nostre occasioni mondane restavano sempre confinate alle feste di compleanno, e di festa in festa, da bigliettino a bigliettino, ci ritrovammo in un ruolo inedito per entrambi, quello di \u201cragazzo e ragazza\u201d.<br>Non ho mai capito, ai tempi, cosa cambiasse realmente nel momento in cui per intercessione dell\u2019immancabile migliore amica e amico, si decidesse di comune accordo che da quel preciso istante si diventasse qualcosa di pi\u00f9 complesso di un semplice amico o amica\u2026<br>Il problema \u00e8 che, da un lato i compagni si creavano aspettative sull\u2019ipotetico sigillo di questa unione, dall\u2019altro non si capiva bene cosa si dovesse fare per consolidare questa fragile relazione.<br>A questo proposito, Michele, il pi\u00f9 documentato della classe, era un convinto sostenitore della famosa \u201climonata\u201d che non si poteva certo accomunare alla famosa bevanda gassata che tanto ci piaceva ordinare al bar dei giardini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caldo stava iniziando a fare capolino ma la Primavera si sa, \u00e8 volubile come l\u2019amore e anche nel mezzo di una giornata di sole, ci pu\u00f2 sempre scappare un piccolo temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>E infatti, il temporale accadde proprio in un giorno di Maggio quando, invitati a casa di una nostra compagna che abitava non lontano dalle rane che saltavano i fossi, e le libellule che svolazzavano al tramonto, accadde che, senza preavviso o pianificazione, Laura ed io ci ritrovammo a camminare mano nella mano nel giardino di Lara proprio quando si sent\u00ec un forte tuono e all\u2019improvviso incominci\u00f2 a piovere.<br>Subito notammo il capanno di legno degli attrezzi e correndo pi\u00f9 veloce possibile ci infilammo dentro per ripararci dall\u2019acquazzone.<br>Eravamo bagnati e ci stringevamo forte, ridevamo e sentivamo il respiro dell\u2019altro sempre pi\u00f9 vicino finch\u00e8 chiudemmo gli occhi e ci baciammo.<br>Accadde tutto un po\u2019 cos\u00ec, all\u2019improvviso, dur\u00f2 un attimo che sembr\u00f2 infinito e al profumo di fragola, poi l\u2019acquazzone cess\u00f2 e ci incamminammo in silenzio verso la festa.<br>In quell\u2019attimo di buio, sono sicuro che si sarebbe potuto sentire il rumore all\u2019unisono delle nostre pulsazioni, sovrastare i tuoni e il temporale. Quando ci allontanammo delicatamente mi sembr\u00f2 di aver letto nei suoi occhi il fondo del suo cuore.<br>Altri mesi passarono, ed arriv\u00f2 l\u2019estate, come ogni anno i campi erano allagati e con i compagni ci salutammo, ognuno in partenza per il proprio luogo di vacanza, al mare, o in montagna.<br>Qualcuno a dover far passare il tempo in citt\u00e0 in attesa del Ferragosto democratico.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Quando tornammo in citt\u00e0 a settembre, l\u2019ultimo anno di scuola sarebbe cominciato, i campi ormai erano pronti per la mietitura e nell\u2019aria si sentiva l\u2019odore acre delle stoppie bruciate.<br>Laura ed io eravamo tornati ad essere semplici compagni di scuola, il temporale era passato e l\u2019orizzonte era di nuovo sereno, il sole splendeva come il suo sorriso ed io ero tornato a giocare a pallone con i miei amici, e lei a chiacchierare con le nostre compagne.<br>Pass\u00f2 altro tempo, le scuole medie erano gi\u00e0 dietro l\u2019ultima curva, non frequentavamo pi\u00f9 la stessa scuola ma continuammo ad incrociarci per le vie della nostra piccola citt\u00e0, scambiandoci qualche sorriso e fermandoci a parlare di tanto in tanto del pi\u00f9 e del meno.<br>Un giorno, molti anni dopo, stavo camminando per le strade di Milano, che nel frattempo era diventata la citt\u00e0 in cui vivevo, e per pura casualit\u00e0 incrociai lo sguardo con una donna, i cui occhi mi ricordarono quelli della ciciliana che la Professoressa Rocca aveva cos\u00ec bene descritto tanti anni addietro.<br>Non feci in tempo a rendermi effettivamente conto se la donna fosse proprio lei, Laura, poich\u00e9 la vidi scomparire lentamente, quasi sospinta lontano dalla corrente di quel fiume brulicante di umanit\u00e0 che scorreva verso un immaginario appuntamento con il destino.<br>Sarebbe stato bello domandarle come stava e come fosse stata la sua vita in quegli anni in cui inevitabilmente ci eravamo persi di vista.<br>E invece alcune domande restano senza risposta e non c\u2019\u00e8 nulla che si possa fare per ottenerla.<br>Quella fu l\u2019ultima volta che la vidi, che fosse sogno o realt\u00e0.<br>A distanza di qualche anno da quell\u2019episodio, era l\u2019inizio di Gennaio e da pochissimi giorni mi ero trasferito all\u2019Estero con la famiglia, quando mi giunse una telefonata da parte di un caro amico dei tempi delle scuole medie: Laura era volata via, come una libellula al tramonto, proprio come nella nostra storia di poco fa..<br>E con lei era scomparso, nella nebbia del tempo che scorre, quel giorno caldo di maggio in cui le nostre vite si incrociarono.<br>Eppure, non \u00e8 vero che quando la vita finisce non resta nulla: l\u2019essenza di quello che siamo stati rivive e rinasce in forma diversa, le molecole e gli atomi si dissolvono in tutte le infinite volte che un gesto d\u2019amore rifiorisce e si ripete incessantemente nella vita dell\u2019umanit\u00e0, un gesto d\u2019amore ingenuo e inconsapevole come il primo bacio.<\/p>\n\n\n\n<p>Autore: Federico Robotti<\/p>\n\n\n\n<p>Dipinto:Simone Favero<\/p>\n<div style=\"margin: 20px 0;\"><div class=\"qrcswholewtapper\" style=\"text-align:left;\"><div class=\"qrcprowrapper\"  id=\"qrcwraa2leds\"><div class=\"qrc_canvass\" id=\"qrc_cuttenpages_2\" style=\"display:inline-block\" data-text=\"https:\/\/raccontamidite.com\/index.php\/2024\/06\/15\/maggio-1989\/\"><\/div><div><a download=\"Maggio 1989.png\" class=\"qrcdownloads\" id=\"worign\">\r\n           <button type=\"button\" style=\"min-width:400px;background:#c8fd8c;color:#000;font-weight: 600;border: 1px solid #dddddd;border-radius:4px;font-size:12px;padding: 6px 0;\" class=\"uqr_code_btn\">Download QR<\/button>\r\n           <\/a><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 un racconto che parla d\u2019amore, ma non ci soffermeremo a raccontare un amore passionale, n\u00e9 tantomeno possessivo, platonico, idealizzato, non corrisposto.Ci sono diverse 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